TUTTO È PROFUMATO

La nuova tendenza è profumare tutto, dai quadri ai cocktails, dai guanti all'interno delle borse.

L’olfatto è l’unico senso a non fare differenze tra memoria a breve e a lungo termine.

L’innovazione non passa dalle cose ma da reti e relazioni, nel mondo dei consumi per dare un’idea concreta del concetto, la tendenza sarà sempre più essenziale e immateriale.

Basterebbe interpretare un profumo come un codice, quasi come un linguaggio informatico, associandoci una serie di paesaggi virtuali per visualizzare la bellezza invisibile delle fragranze, la loro consistenza volatile, via via più penetrante e fluida.

Si sa che il profumo è un racconto, in grado di creare un ambiente comunicativo e connessioni ma mai come in questo momento, il concetto di marketing olfattivo, sta diventando sempre più importante.

Si può scegliere di profumare tutto, dai quadri ai cocktails ai piatti a ogni genere di supporto materiale. In un mercato saturo di informazioni, visive uditive e gustative, il naso è il canale meno affollato e con una capacità mnemonica impressionante.

D’altronde, dei nostri cinque sensi conosciuti, l’olfatto è l’unico a non fare differenze, anche a distanza di molti anni, basta il vago sentore di una fragranza per immaginarsi immediatamente un luogo, una persone o un’emozione.

Quello del fragrance pairing, legato al mondo del food e del beverage, è una frontiera sperimentata da nomi illustri della ristorazione e del mixology.

Se i profumi olfattivi esistono da sempre, più recente è la diffusione dei profumi edibili per cocktails e pietanze dolci o salate.

"Il futuro non è un mondo di oggetti, ma di sistemi intangibili"
Lisa White
leader nel trend for casting

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